Pubblicazioni
Perissi T., Ciuffardi G., Velicogna F., Narbone G.,Leonardi A., La percezione del tempo, Med Psicom (2011), 56 (1-2): 33-37.
Abstract: In questo articolo si inquadra sul piano concettuale la percezione del tempo, con particolare riferimento alle procedure sperimentali attualmente utilizzate per indagare il fenomeno negli uomini e negli animali. Si cerca inoltre di fornire una classificazione esauriente dei modelli di dinamiche neurali implicati nella percezione del tempo.
Perissi T., Ciuffardi G., Velicogna F., Narbone G., Leonardi A., Reti neurali e percezione del tempo, Med Psicom (2011), 56 (1-2): 3-18.
Abstract: Nel seguente articolo si delinenano i risultati sperimentali raggiunti nel campo dello studio della percezione del tempo, focalizzando l'attenzione sulle basi biologicche di questo processo quali il ruolo svolto dei gangli basali, della corteccia prefrontale, parietale, motoria e del neurotrasmettitore della dopamina. Inoltre è presentata una recente teoria secondo la quale potrebbero esistere due differenti circuiti neurali che entrano in azione quando gli individui sono impegnati in due diversi compiti sperimentali di percezione del tempo.
Perissi T., Ciuffardi G., Velicogna F., Narbone G., Leonardi A., Zilli I., Scavelli S., La percezione del tempo è espressione di una struttura centralizzata oppure di meccanismi distribuiti? Un dibattito ancora aperto, Med Psicom (2010), 55 (4):181-191.
Abstract: Nel seguente lavoro sono illustrati alcuni dei modelli elaborati per spiegare la percezione del tempo: quelli centralizzati (Gibbon) e quelli derivanti dall'approccio connessionista, come le teorie proposte da Church, Broadbent a Miall. Abbiamo poi cercato di delineare le disussioni ancora aperte tra coloro che sostengono l'esigenza di un meccanismo centralizzato per la percezione del tempo e altri che invece propendono per meccanismi distribuiti, citando i dati sperimentali a favore dell'uno e dell'altro modello teorico.
Zilli I., Ballola L.C., Conti B., Scavelli S., Giganti F., Leonardi A., Pientini S., Baldasseroni L., Emozioni e qualità del sonno nel demente istituzionalizzato: gli effetti della partecipazione al Caffè Alzheimer, comunicazione poster #7/p, presentata al 6° Corso per Psicologi, 55° Congresso Nazionale SIGG.
Abstract: E’ stato recentemente dimostrato che la solitudine raddoppia la probabilità di sviluppare una demenza di Alzheimer ed è associata ad un più rapido declino cognitivo (Wilson et al., 2007). Per promuovere le attività di relazione delle persone affette da demenza sono sorti i Caffè Alzheimer (Miesen and Jones, 2006), dove le persone con demenza e i loro parenti e amici si incontrano, con una cadenza periodica, in un ambiente sicuro e accogliente. I risultati di questo studio pilota, che ha confrontato alcune misure comportamentali raccolte durante il Caffè Alzheimer con quelle ottenute nel corso di altre attività, suggeriscono che prendere parte agli incontri del Caffè Alzheimer sia associato a un aumento dei comportamenti legati alla espressione delle emozioni positive, una diminuzione di quelli legati alle emozioni negative e un miglioramento della qualità del sonno notturno nelle persone affette da demenza. Gli effetti riscontrati hanno importanti ricadute sulla qualità di vita delle persone affette da demenza e sul carico assistenziale del caregiver.
Uga V., Zilli I., Scavelli S., Leonardi A., The Value of Peace: Subjective Importance and Perceived Self-Efficacy in Promoting Pacific Cohabitation, Soc Behav Pers (2010), 38 (10):1355-1358.
Abstract: We compared the subjective importance of the value of peace and the perceived self-efficacy in promoting pacific cohabitation among members of a Buddhist community named Soka Gakkai. Members of this group assume that peace is a fundamental condition for living together. The role of the affiliation to the group and the members’ seniority have been taken into account. Results highlighted that affiliation to a group which assumes peace as its main concern enhances both the importance of the value of peace and the perceived self-efficacy in promoting pacific cohabitation. Moreover, modifications to self-efficacy increase with members’ seniority.
Abbiamo valutato l’importanza attribuita al valore della pace e la percezione di auto-efficacia nel promuovere una convivenza pacifica in un gruppo di membri della comunità buddista Soka Gakkai. I membri di questo gruppo ritengono che la pace sia una condizione fondamentale per la convivenza. In questo studio abbiamo preso in esame il ruolo svolto dell’affiliazione al gruppo e dell’anzianità dei membri. I risultati hanno evidenziato che l’affiliazione ad un gruppo che pone la promozione della pace come propria missione è legato tanto a un aumento dell’importanza attribuita al valore della pace, quanto dell’auto-efficacia nel promuovere la convivenza pacifica. Inoltre, l’auto-efficacia aumenta con l’anzianità dei membri.
In memoria della prof. Simonetta Gori Savellini, Università degli Studi di Firenze.
Pavarin R.M., Dionigi A., (a cura di), Cocaina. Percezione del danno, comportamenti a rischio e significati. Bologna: CLUEB (2009).
Affrontare il tema della cocaina significa parlare non solo di merce, mercato e normalità, ma anche si sesso, denaro e potere e, più in particolare, di aspetti non solo soggettivi come piacere e curiosità, conformismo ed emulazione solitudie e divertimento. L'emergere dell'individualismo nelle sue forme complesse di edonismo, produttività, competitività e carrierismo accentua la ricerca di prodotti che aiutano non solo a "stare al passo" e "mantenere i ritmi", ma anche a "staccare" e "rilassarsi" sia nella vita professionale che in quella relazionale che in situazioni di divertimento. Si tratta di una merce particolare dove anche il terminale ultimo è spremuto al pari del produttore ed eventuali problemi vengono spostati sulla familgia, sulle relazioni significative, sul sistema delle cure o su quello giudiziario. Il libro riporta i risulati di uno studio multicentrico sui significati attribuiti al consumo di cocaina ed affronta alcune problematiche specifiche. Quali sono i meccanismi che inducono alcuni consumatori di cocaina a sviluppare problematiche tali da aver bisogno dell'intervento di strutture pubbliche o private? Vi sono fattori protettivi legati a diverse percezioni del rischio? Vi sono particolari stili o abitudini di consumo? Quali sono le strategie di acquisto?
All'interno del libro sono presentati alcuni dei progetti di intervento specifici per il trattamento della dipendenza da cocaina presenti in Italia, fra cui Il Programma Conoscenza (Fioravanti P., Leonardi A., Scavelli S., Velicogna F.).
Leonardi A., Velicogna F., Cocaina: dipendenza e trattamento. Milano: Franco Angeli (2009).
La dipendenza da sostanze, in particolare il suo trattamento, rappresenta sempre più un difficile banco di prova per tutti gli operatori nel campo della salute: in questi ultimi anni stiamo infatti assistendo ad un notevole incremento dell'abuso di cocaina a tutti i livelli e in tutti gli strati sociali e a tutt'oggi, per questo specifico problema, i protocolli d'intervento psicologico sono purtroppo sporadici e non ancora del tutto definiti. Nel volume gli autori intendono presentare il frutto della loro ricerca e applicazione clinica per questo tipo di trattamento presso il Centro di Solidarietà di Firenze onlus. Il lavoro ha portato alla creazione di uno specifico modello di trattamento che ha condotto progressivamente il livello di risoluzione del problema a risultati di notevole rilievo. Particolare attenzione è stata data alle procedure d'intervento che traggono suggerimento dagli studi sulla comunicazione terapeutica in ambito psicologico/clinico. Alla presentazione di dati a sostegno dell'efficacia ed efficienza del percorso terapeutico si affianca la descrizione di casi clinici e di specifiche tecniche d'intervento, da cui il lettore potrà trarre utili spunti per il suo operare.
Leonardi A., Fioravanti P., Scavelli S., Velicogna F., Programma Conoscenza: Psycho-Educational, Integrated and Evolved Treatment for Cocaine Addiction, Int J Ment Health Addiction (2009) 7:513–529.
Abstract: The 2005 EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Annual report 2005: the state of the drugs problem in Europe, from http://ar2005.emcdda.europa.eu/en/home-en.html?CFID=5556438&CFTOKEN=9393b63b806e64c7-FB015A79-E157-F9DE-99626FADD9F4C983&jsessionid=2e30185a01447c413a1e) annual report remarks the dearth of options for the treatment of the cocaine dependence, in comparison to a progressive and constant increase of the phenomenon. The Programma Conoscenza becomes part in this context providing its contribution to the resolution of the problems caused by the dependency from cocaine, by means of an integrated psycho-educational model. After four years of activity, it has been possible to carry out an appraisal of the outcomes obtained from the program. The collected data have showed a good effectiveness and efficiency of the treatment, with objective indices (i.e. urinary controls) that document, in the course of the treatment, the progressive abstinence from cocaine. The outcomes, obtained from the total appraisal of the therapeutic program, have demonstrated that in more of 60% of the cases, the persons have solved (or greatly improved) the problem of cocaine dependency.
Serpelloni G., Macchia T., Gerra G., (a cura di), Cocaina. Manuale di aggiornamento tecnico scientifico, pubblicazione realizzata nell’ambito del progetto “START” del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga (2006).
Anche in Italia ormai il fenomeno cocaina è diventato particolarmente preoccupante, sia per la grande diffusione che questa sostanza sta avendo fra le persone adulte, sia per il coinvolgimento delle fasce giovanili, in cui si rileva spesso anche l'uso contemporaneo di altre droghe e sostanze alcoliche. La forte rilevanza dei fenomeni collegati all’uso di cocaina e la gravità delle conseguenze acute nel lungo termine che ne derivano, determinano, quindi, la necessità di disporre di nuovi ed efficaci modelli di intervento in grado di rispondere ai tanti problemi connessi all’assunzione di tale sostanza. Questo manuale si propone di mettere le basi per operare al meglio e, soprattutto, con criteri scientifici nei confronti di una piaga sociale così rilevante, coinvolgendo gli amministratori, gli operatori specialisti del pubblico e del privato sociale accreditato, le famiglie, la scuola e, in primis, i giovani. (tratto da: www.dronet.org)
All'interno di tale pubblicazione, in particolare, viene presentato il Programma Conoscenza: trattamento psicoeducativo integrato ed evoluto per problemi di cocaina (Leonardi A., Fioravanti P., Scavelli S., Velicogna F.), che si avvale di un modello psico-educativo integrato per la risoluzione dei problemi relativi alla dipendenza da cocaina. Le caratteristiche distintive del programma sono il far riferimento a modelli di comprovata efficacia seguendo, in un'ottica di continuo miglioramento, un continuo processo autocorrettivo e circolare, l'utilizzo della comunicazione persuasiva, la relativa brevità dell’intervento. Tutto questo ha portato alla costruzione di un modello dotato di sue peculiarità e i dati raccolti relativamente alla valutazione del percorso terapeutico hanno mostrato buoni livelli efficacia ed efficienza. E' possibile scaricare tale contributo cliccando qui.
Fondazione Franceschi 
